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Carrozzeria Piersanti, un nome al tuo fianco

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  • Royal Enfield Himalayan 750: la moto più spiata del 2026 non ha più segreti
    by massimo.miliani on Ottobre 14, 2026 at 12:32 pm

    Royal Enfield Himalayan 750: la moto più spiata del 2026 non ha più segreti Prototipi, set pubblicitari e avvistamenti in mezzo mondo: della Himalayan 750 sappiamo quasi tutto. A EICMA mancheranno solo i numeri massimo.miliani Mer, 14/10/2026 – 14:32 Un anno davanti agli obiettiviSe esistesse una classifica delle moto più fotografate prima ancora di essere presentate, nel 2026 la Royal Enfield Himalayan 750 la vincerebbe a mani basse. L’ultima puntata arriva dall’Uttarakhand, nel nord dell’India: alcuni esemplari ormai senza alcuna camuffatura sono stati immortalati durante le riprese di uno spot pubblicitario, prima nella Niti Valley e poi a Malari, località tradita da un cartello che la celebra come “Grand Canyon dell’India”, piazzato su una trattoria a bordo strada.  Image Più che un set segreto, una gita fuori porta. Del resto la maxi Himalayan non si è mai nascosta granché. Nell’estate 2025 è stata la stessa Royal Enfield a pubblicare le prime immagini ufficiali del prototipo sul Khardung La, in Ladakh, insieme alla sorella elettrica HIM-E.  Image Il concept di Hymalaian 750 esposto lo scorso inverno. A noi è parsa da subito una moto in veste definitivaA novembre il pre-serie è salito in pedana a EICMA 2025, dove l’amministratore delegato B. Govindarajan ha messo le mani avanti: servivano ancora parecchi test e la versione di produzione sarebbe arrivata un anno dopo. Nel frattempo la moto è stata esposta in Brasile, al Festival di Interlagos, con il nome di Adventure 750 Concept; ad agosto è stata sorpresa con cerchi in lega e gomme stradali nei dintorni del centro tecnico inglese della Casa, nel Leicestershire; a inizio settembre si è fatta vedere senza veli all’Himalayan Basecamp, l’evento che il marchio organizza in India. Strategia o semplice fretta di mostrarla? Difficile dirlo. Il risultato, comunque, è che a Milano arriverà una moto di cui si conosce già quasi tutto. Image … e agiudicare dalle ultime foto: decisamente definitivaCosa resta da scoprire a MilanoLe ultime immagini mostrano una gamma colori che ha tutta l’aria di essere definitiva: verde, un grigio-marrone piuttosto sobrio, un bordeaux con dettagli neri e oro sulle estensioni del serbatoio e una livrea chiara con grafiche arancio, gialle e rosse, la più anni Ottanta del lotto, con tanto di scritta 750 sul fianchetto. Confermata anche la doppia anima già intuita nei mesi scorsi: alcuni esemplari montano cerchi in lega, altri ruote a raggi incrociati compatibili con le gomme tubeless, sempre con la combinazione 19″ davanti e 17″ dietro. Resta da capire se si tratterà di due allestimenti della stessa moto o di due modelli distinti, con le ruote a raggi magari riservate alla versione più ricca o proposte come accessorio, come già succede sulla Himalayan 450. Il resto racconta una moto pensata per macinare chilometri: faro tondo con elemento luminoso orizzontale, parabrezza alto, sella a gradino, portapacchi e, sugli esemplari del set, borse morbide e bagagli.  Image Ci sarà anche con i cerchi in lega, quindi più strdaleAll’anteriore ci sono due dischi, una prima volta assoluta per Royal Enfield, al posteriore un monoammortizzatore con regolazione remota del precarico. Il cuore è un bicilindrico parallelo raffreddato ad aria e olio, con le alettature ben in vista. Qui le indiscrezioni ancora non si mettono d’accordo: c’è chi parla di un’evoluzione del 650 e chi di un progetto nuovo, mentre le potenze stimate oscillano tra circa 55 e oltre 60 CV. In ogni caso un bel salto rispetto ai 47 CV dichiarati dai bicilindrici 650 della gamma. Dovrebbero arrivare anche acceleratore ride-by-wire, differenti modalità di guida, controllo di trazione e cruise control, quest’ultimo mai visto prima su una Royal Enfield. Numeri ufficiali, allestimenti e prezzo arriveranno a EICMA 2026, che apre a stampa e operatori il 3 novembre. Dopo un anno passato davanti agli obiettivi di mezzo mondo, a Rho alla Himalayan 750 resterà da svelare solo quello che in foto non conosciamo (almeno con certezza): la scheda tecnica e il cartellino. Image Foto e immagini EICMA 2026 Spy di Massimo Miliani

  • EICMA 2026 da record: dieci padiglioni, 2.120 marchi e tante novità
    by Riccardo Allegro on Ottobre 14, 2026 at 12:27 pm

    EICMA 2026 da record: dieci padiglioni, 2.120 marchi e tante novità La prossima EICMA sarà la più grande mai organizzata a Fiera Milano Rho: oltre 300.000 m², 754 espositori e marchi da 52 Paesi. Dal 5 all’8 novembre, oltre alle novità di moto e scooter, ci saranno mostre, gare, spettacoli e prove gratuite. Ecco cosa aspettarsi e quanto costa entrare… Riccardo Allegro Mer, 14/10/2026 – 14:27 La più grande di sempre L’edizione numero 83 di EICMA si prepara ad aprire i battenti con numeri da record. Presentata a Milano il 13 ottobre, la manifestazione occuperà dieci padiglioni, uno in più rispetto allo scorso anno: è la prima volta da quando il Salone si svolge a Fiera Milano Rho. La superficie complessiva, comprese le aree esterne, supererà i 300.000 m², con 754 espositori e 2.120 marchi provenienti da 52 Paesi. Il 74% dei brand rappresenta l’estero e circa il 30% degli espositori diretti è composto da aziende al debutto o di ritorno dopo un’assenza. Lo slogan scelto per il 2026 è “” Ogni anno, una scoperta”. Al di là del messaggio promozionale, il calendario promette parecchio anche fuori dagli stand. Di carne al fuoco ce n’è tanta: andiamo con ordine. MotoGP, Dakar e simulatoriNel Padiglione 22 spazio alla mostra Speed Legends, dedicata alla storia della classe regina del Motomondiale. Ci saranno oltre 30 moto da corsa storiche e le cinque MotoGP protagoniste della stagione 2026, in un percorso tra campioni ed evoluzione tecnica. Della mostra dedicata alle leggende della MotoGP avevamo già raccontato i primi dettagli. Previsti anche una Gaming Arena con simulatori e contenuti interattivi. Sempre al Padiglione 22 tornerà la Dakar, grazie alla collaborazione con ASO: in esposizione moto da rally storiche e moderne, oltre a un container ufficiale della competizione con contenuti e materiali dedicati. Confermato anche lo spazio Adventouring, rivolto a chi ama viaggiare in moto lontano dall’asfalto.MotoLive: si corre, si salta e tornano i campioniNegli oltre 60.000 m² dell’area esterna tornerà MotoLive, con gare tra bicilindriche che vedranno coinvolte 20 Case, esibizioni di freestyle motocross e trial acrobatico. Tra gli ospiti annunciati c’è Toni Bou. Nel fine settimana si disputerà invece la Champions Charity Race Legend, con sfide a inseguimento tra grandi nomi del motociclismo. Già confermati Troy Bayliss, Marco Melandri, Stefan Everts, Chicco Chiodi, Christophe Pourcel e Ruben Xaus. Non mancheranno musica, spettacoli e animazione con Radio Deejay. L’accesso alle attività di MotoLive sarà gratuito per i visitatori della fiera.Oltre 40 mezzi da provareChi preferisce passare dalla teoria alla pratica troverà Y.U.M. – Your Urban Mobility, area di oltre 8.000 m² dedicata ai test ride gratuiti di scooter e veicoli per la mobilità urbana, elettrici e a motore termico. Sono annunciati dieci espositori e più di 40 mezzi disponibili. Al Padiglione 18 tornerà inoltre l’area start-up, dedicata a tecnologie e nuove soluzioni per le due ruote.Date, biglietti e parcheggiEICMA 2026 si svolgerà dal 3 all’8 novembre: il 3 e il 4 saranno riservati a stampa e operatori, mentre il pubblico potrà entrare da giovedì 5 a domenica 8 novembre, dalle 9.30 alle 18.30. Il biglietto intero online costa 20 euro, il ridotto per i bambini da 4 a 13 anni 10 euro, più 1,50 euro di spese di gestione; fino a 3 anni l’ingresso è gratuito. Alle casse si pagano rispettivamente 25 e 12 euro. Torna anche il biglietto pomeridiano, valido dalle 13.30, a 14 euro online (7 euro ridotto), più le spese di gestione. Per raggiungere la fiera saranno disponibili, dal 6 all’8 novembre, circa 15.000 parcheggi auto gratuiti, in larga parte presso parcheggi di interscambio collegati alla metropolitana. La prenotazione potrà essere effettuata contestualmente all’acquisto del biglietto. Per tutte le informazioni aggiornate su orari, accessi e trasporti c’è anche la nostra guida a EICMA 2026. age073 Mer, 14/10/2026 – 22:51 C’è Obinoi che firma i disegni? age073 Mer, 14/10/2026 – 22:51 In risposta a DA: age073 IL: 14-10-2026 di age073 Leggasi “Obiboi”… News di Redazione online

  • Nuovo Codice della strada: guanti e paraschiena obbligatori per le moto in autostrada
    by malo on Ottobre 14, 2026 at 10:24 am

    Nuovo Codice della strada: guanti e paraschiena obbligatori per le moto in autostrada Nel nuovo Codice della Strada è previsto un obbligo molto importante per l’abbigliamento di sicurezza dei motociclisti, vediamo tutti i dettagli malo Mer, 14/10/2026 – 12:24 Giro di vite per la sicurezza dei motociclisti in Italia. Tra le novità più rilevanti introdotte dal nuovo Codice della Strada (in particolare dall’Articolo 68), spicca un cambio di passo storico per chi viaggia su due ruote lungo la rete ad alto scorrimento: non basterà più il solo casco omologato, ma diventerà obbligatorio l’uso di adeguate protezioni per la schiena e per le mani per tutti i conducenti e i passeggeri di motoveicoli in marcia su autostrade e strade extraurbane principali (come le tangenziali). La misura nasce dall’esigenza di ridurre la gravità dei lesioni in caso di scivolate o impatti ad alta velocità, contesti in cui le mani e la colonna vertebrale risultano le parti del corpo più esposte a traumi permanenti o letali.Come funzionerà l’obbligo?Vediamo nel dettaglio cosa prevede la legge.A chi si applica A tutti i conducenti e ai passeggeri di motoveicoli. Dove scattaDurante la marcia su autostrade e strade extraurbane principali (e relativi raccordi/tangenziali).Quale abbigliamentoLe caratteristiche specifiche del paraschiena (livello di protezione) e dei guanti omologati saranno definite nei dettagli da un successivo e imminente provvedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Sanzioni ed esenzioniIn caso di mancato utilizzo anche da parte del passeggero, la responsabilità sarà estesa al conducente. L’obbligo non si applicherà ai soli veicoli a tre o quattro ruote dotati di carrozzeria chiusa o cellula di sicurezza a prova di crash. Cosa succede all’estero? L’abbigliamento  nei Paesi EuropeiL’Italia si allinea e per certi versi supera la tendenza europea verso l’estensione dell’abbigliamento tecnico obbligatorio. Ecco come si regolano altri Paesi: Francia: il modello più severo su guanti e giletLa Francia è stata pioniera nell’imporre l’abbigliamento tecnico per chi va su due ruote:Guanti obbligatori dal 2016: In Francia è obbligatorio indossare guanti omologati CE per conducente e passeggero su qualsiasi strada e con qualsiasi tipo di due ruote a motore (compresi i ciclomotori). Chi ne è sprovvisto rischia multe e la decurtazione di punti dalla patente.Gilet ad alta visibilità: I motociclisti devono sempre avere con sé un gilet retroriflettente da indossare obbligatoriamente in caso di sosta d’emergenza o avaria. Spagna: guanti obbligatori e l’ipotesi dell’airbagGuanti sulle strade extraurbane: La Spagna ha introdotto l’obbligo di indossare guanti di protezione per i motociclisti che circolano sulle strade extraurbane e autostrade.Focus sugli Airbag: La Direzione Generale del Traffico (DGT) spagnola sta valutando da tempo di rendere progressivamente obbligatorio l’uso dei gilet o giacche con airbag integrato per i motociclisti che sostengono l’esame della patente e per chi viaggia su tratte ad alto rischio.Belgio: il Paese con il “Full Gear” obbligatorioIl Belgio possiede una delle legislazioni più severe in assoluto in materia di abbigliamento per motociclisti. Dal 2011 vige l’obbligo di indossare: casco omologato, guanti di protezione, giacca a maniche lunghe e pantaloni lunghi (o una tuta), calzature/stivali che coprano le caviglie. age073 Mer, 14/10/2026 – 13:37 E se uno esce di casa senza prevedere di andare in autostrada o tangenziale, ma poi gli capita per un qualsiasi motivo? lupusitalicus Mer, 14/10/2026 – 15:03 In risposta a DA: age073 IL: 14-10-2026 di age073 …e se e se… Quelle sono le regole… e se cosa?! Torni a casa e calzi gli stivaletti… E se… novasempre Mer, 14/10/2026 – 17:53 In risposta a DA: lupusitalicus IL: 14- di lupusitalicus Bravo ictus. “Tutti in fila per tre”! …-Che sono tutti come te, che stanno in fila per tre, che sono bravi e che non piangono mai.- Sentiti E. Bennato, così impari qlcosa dal tuo prossimo, più esperto, più saggio. E che della vita sappiamo qlcosa più di te. age073 Mer, 14/10/2026 – 22:47 In risposta a DA: lupusitalicus IL: 14- di lupusitalicus No, davvero. E se uno esce di casa senza prevedere di passare in tangenziale, ma poi per un motivo x deve farlo? A questo punto sarebbe più logico rendere guanti e paraschiena obbligatori sempre, non sei d’accordo? danielecordeschi Mer, 14/10/2026 – 18:31 In risposta a DA: age073 IL: 14-10-2026 di age073 Io lo faccio da sempre in moto da quando ho 21 anni. Questione di sicurezza. Stop. Ti porti un bauletto, lo metti nel sottosella, in uno zaino per sicurezza. Io preferisco indossarli sempre. age073 Mer, 14/10/2026 – 22:48 In risposta a DA: danielecordeschi IL: di danielecordeschi A parer mio tu fai bene. Sbagliano, infatti, gli incapaci al governo a non rendere paraschiena e guanti obbligatori sempre, non solo quando si va in autostrada o tangenziale. Come se cadendo in città senza paraschiena non si rischi di finire in sedia a rotelle… Bontempi Mer, 14/10/2026 – 18:47 In risposta a DA: age073 IL: 14-10-2026 di age073 Io ero, ero un semblice motociclista, mo perché mi volete appioppare le protezioni santiddio, NON NE VOGLIO SAPEREEEEE!!! age073 Mer, 14/10/2026 – 22:45 In risposta a DA: Bontempi IL: 14-10-20 di Bontempi Pronto Bontempi, chi è la signora? DvD Mer, 14/10/2026 – 17:53 Noi diventiamo palombari e poi hai gente che guida la macchina in infradito mentre mangia un panino…ma impiccatevi danielecordeschi Mer, 14/10/2026 – 18:34 In risposta a DA: DvD IL: 14-10-2026 17 di DvD Io lo faccio da sempre in moto da quando ho 21 anni. Questione di sicurezza. Stop. Ti porti un bauletto, lo metti nel sottosella, in uno zaino per sicurezza. Io preferisco indossarli sempre. Inutile vedere gli altri cosa fanno o non fanno. Se non ti sta bene pagati le multe oppure abbandono le due ruote. Bisogna essere responsabili quando si guida qualsiasi veicolo altrimenti si è solo dei caxxoni. joe66 Mer, 14/10/2026 – 19:23 E al sud con 40°? road king Mer, 14/10/2026 – 21:00 Se lo stato tenesse alla sicurezza dei motociclista e non solo manutenterebbe le strade come ogni paese civilizzato invece siamo nel terzo mondo con delle strade che sono delle vere trappole, piene di voragini,cantieri,prive di segnalazioni!!! Uno scenario post bellico! Evviva un’altro modo di fare cassa! age073 Mer, 14/10/2026 – 22:49 In risposta a DA: road king IL: 14-10-2 di road king Anche questo è vero. Anzi, hanno anche tolto il bollo, il cui gettito contribuiva alla manutenzione stradale. Sono proprio inadeguati. News di Andrea Malossini

  • Casey Stoner: “Phillip Island fuori dal calendario? È estremamente deludente”
    by RiccardoVilla on Ottobre 14, 2026 at 9:28 am

    Casey Stoner: “Phillip Island fuori dal calendario? È estremamente deludente” Il GP d’Australia del 2026 sarà l’ultimo appuntamento della MotoGP a Phillip Island. Casey Stoner, che qui ha vinto sei volte consecutive, in un’intervista a “Echoes of the Island” non nasconde il suo disappunto e spiega perché considera questa pista unica  RiccardoVilla Mer, 14/10/2026 – 11:28 Phillip Island e Casey Stoner sono due nomi difficili da separare. Sul circuito australiano l’ex pilota Ducati e Honda ha conquistato sei vittorie consecutive tra il 2007 e il 2012, diventando il grande protagonista del Gran Premio di casa. Proprio per questo, la notizia dell’uscita di Phillip Island dal calendario della MotoGP non poteva lasciarlo indifferente. Il GP in programma il 24 e 25 ottobre potrebbe infatti essere l’ultimo prima del previsto avvicendamento con un altro tracciato.“E’ una grandissima delusione – afferma Casey nell’intervista fatta con Chris Vermeulen nella webserie “Echoes of the Island”,  – non avrei mai pensato che Phillip Island venisse tolta dal calendario. Anno dopo anno quel posto continuava a offrire alcune delle gare più belle che si possano vedere. Togliere un’appuntamento del genere dal calendario lascia l’amaro in bocca, ancor più spaendo cheverrà sostituito con un circuito cittadino. Perché siamo sinceri: la sicurezza nello sport e tante cose vengono tranquillamente trascurate”.Il tema della sicurezza è uno degli aspetti che preoccupa maggiormente Stoner, soprattutto pensando alle caratteristiche dei moderni circuiti cittadini.“Ok per lo spettacolo, ma le vite di questi ragazzi sono in pericolo. Sai, noi non abbiamo un abitacolo protettivo. Appena qualcosa va storto… generalmente cadi e può diventare terribilmente brutto…quindi, sì, c’è molto da considerare. E il fatto che Phillip Island sia fuori dal calendario è estremamente deludente per me e lotterò per riportarlo nel calendario”.Correre a Phillip Island è stato speciale per me Image Stoner ha poi ricordato cosa significasse per lui affrontare il GP di casa. Da una parte c’era la possibilità di correre davanti al proprio pubblico, dall’altra la pressione di una gara nella quale era fondamentale non commettere errori. La pista, infatti, non gli ha mai regalato particolare tranquillità, nonostante i risultati ottenuti. Ecco le sue dichiarazioni:“Eravamo solitamente nel mezzo del campionato e quindi si trattava di fare il massimo. Penso che io e te (Vermeulen, ndr) eravamo piuttosto bravi nelle condizioni di bagnato, con il nostro passato sullo sterratо ci sentiamo a nostro agio con la moto che scivola. Verso la fine del campionato, in particolare in MotoGP, affrontavamo le gare oltremare dove i team non possono portare i camion e tutto il materiale. Si facevano meno giri su quelle piste, e i piloti europei trovavano condizioni nuove, più polverose e sporche”.Le caratteristiche del tracciato rendevano poi la gestione della gara particolarmente delicata. Le curve veloci e gli ampi curvoni permettevano di raggiungere velocità elevate, mentre mettere a terra la potenza delle MotoGP e preservare gli pneumatici fino alla bandiera a scacchi rappresentava una delle principali difficoltà. Nonostante i successi, Casey ammette di non aver mai considerato Phillip Island una pista facile o particolarmente amata.“Non sono mai stato davvero così a mio agio, in realtà era una delle piste che meno preferivo. Con la 125, non mi divertivo per niente, con la moto più grande ho preso le misure solo dopo un paio d’anni… Non sono mai riuscito a rilassarmi del tutto, non amavo molto affrontare la curva uno e cercavo sempre di ridurre i rischi”.La curva preferitaTra vento, cambiamenti di temperatura e un tracciato molto veloce, c’era comunque una parte del circuito che Stoner apprezzava più delle altre.“Curva due è davvero bella perché è quasi un momento di relax in una pista che non ti permette mai di tirare il fiato. Appena entri in curva due e quasi rilasci i freni, superi quel piccolo dosso, passi attraverso quella terza parte…è davvero una parte rilassante della pista dove puoi godertela un po’. Poi la curva tre… si trattava di nuovo di ridurre il rischio perché è una curva poco rassicurante… in uscita la moto si muove e ondeggia. E’ difficile fare tutto alla perfezione, ma è una pista davvero unica. Direi che la mia parte preferita era quando tutto funzionava alla perfezione uscendo dalla 11 attraverso la 12”.Tra le sei vittorie consecutive ottenute a Phillip Island, ce n’è una che Stoner ricorda più delle altre: quella del 2011, arrivata nel giorno del suo compleanno e con condizioni meteo variabili.“Per quanto riguarda le mie vittorie in MotoGP, direi che il 2011 è difficile da battere. Quel giorno si sono allineate tante cose per me. Era la mia quinta vittoria consecutiva nel Gran Premio di casa e nel giorno del mio compleanno, c’era sole, vento, non faceva freddo, ma poi si è rinfrescato e ha iniziato a piovere. È stato davvero indimenticabile”.Stoner ha ricordato anche quanto gli piacesse effettuare i test a Phillip Island, soprattutto quando le condizioni meteorologiche erano favorevoli. All’epoca, però, il lavoro in pista prevedeva spesso due simulazioni complete di gara, un impegno che lasciava i piloti completamente stanchi. Con l’arrivo della gomma unica e la riduzione delle simulazioni, la situazione è cambiata. L’australiano ha inoltre parlato delle Bridgestone utilizzate nel 2010, secondo lui meno efficaci delle Michelin nella fase di inserimento in curva. Quella stagione fu particolarmente impegnativa e Stoner ricorda anche l’ultima vittoria a Phillip Island, nel 2012, quando per lasciare il circuito furono necessarie circa tre ore a causa dei festeggiamenti del pubblico.Meno elettronica per vivere davvero Phillip Island Image Un altro argomento affrontato da Stoner riguarda l’elettronica. L’ex campione del mondo non ha mai nascosto di preferire una MotoGP più “fisica” e ritiene che le moto attuali abbiano ormai troppi sistemi elettronici in grado di limitare alcune delle caratteristiche che rendevano Phillip Island così particolare.“Già allora c’era ancora un po’ troppa elettronica per i miei gusti. Credo che al livello in cui si trovano ora, i piloti non potranno provare davvero com’è Phillip Island su una moto potente. Essere in grado di fa derapare la moto, controllarla, gestire il vento… Hanno l’aerodinamica che li spinge a terra, hanno tutta questa elettronica e tutto il resto che, fondamentalmente, non permette loro di vivere davvero Phillip Island per quello che è”Per Stoner, però, il valore di Phillip Island va oltre quello che accade durante un Gran Premio. Il circuito rappresenta una delle destinazioni più particolari del calendario e richiama ogni anno appassionati disposti a percorrere distanze enormi per assistere alla gara. Un vero esempio di passione e sacrificio per chi è disposto a percorrere anche venti ore di viaggio in auto per vedere da vicino i propri campioni.“Gli australiani fanno viaggi lunghissimi: se in Europa in un paio d’ore di moto sei al circuito, in Australia, se vieni dal Queensland, ci vogliono più di venti ore. Vedere tutte quelle persone che si riuniscono a Phillip Island per assistere allo spettacolo sulla pista più bella del mondo è fantastico e ammiro molto la loro dedizione. Noi piloti non lo vediamo, ma se ti fermi a goderti il panorama, è di una bellezza fantastica… Poi c’è la gestione delle gomme, che forse non molti circuiti richiedono al momento, ma Phillip Island è sempre stata una bella sfida per gli pneumatici”.  Foto e immagini Fausto Mer, 14/10/2026 – 21:32 Peccato che hai smesso presto Casey, ho avuto la fortuna di vederti correre dalla prima gara all’ultima, mi manca un personaggio come te in questa motoGP. Sport e piloti di Redazione online

  • Roma, presa banda della minicar che assaliva monopattini e bici. Sono due minori, uno figlio di Carabiniere
    by massimo.miliani on Ottobre 14, 2026 at 9:04 am

    Roma, presa banda della minicar che assaliva monopattini e bici. Sono due minori, uno figlio di Carabiniere Calci e spinte a chi viaggiava in monopattino e in bici: a Roma presi un 16enne e un 17enne. La Procura contesta il tentato omicidio massimo.miliani Mer, 14/10/2026 – 11:04 Colpiti di fianco, senza vederli arrivareChi si muove in città su due ruote conosce bene il fastidio di un’auto che si affianca troppo. A Monteverde, quartiere residenziale di Roma, tra la sera del 4 e quella del 5 ottobre quel fastidio è diventato qualcosa di molto peggio. Una minicar elettrica nera, silenziosa come tutte le vetturette a batteria (un pregio, finché non diventa un’arma), si accostava a chi pedalava o viaggiava in monopattino. Dal lato passeggero partiva un calcio o una spinta, poi l’auto spariva. La targa era coperta con un elastico nero e nessuna delle vittime è riuscita a leggerla. Il caso più grave è quello di Davide Iacopini, attore genovese di 42 anni, volto noto della serie Suburra e della recente Maschi Veri. La sera del 5 ottobre, poco dopo le 22, stava percorrendo in monopattino via Anton Giulio Barrili quando è stato raggiunto da un calcio ed è finito contro un’auto in sosta. Ha riportato un grave trauma cranico, è stato operato due volte alla testa ed è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo. Con la stessa tecnica era stato fatto cadere dal monopattino uno studente universitario di 26 anni in via Pio Foa. In via San Pancrazio, invece, una 27enne in bicicletta è stata spinta a terra dal passeggero della vetturetta. Ci sono poi una donna colpita alla nuca mentre rientrava a casa e un professore in pensione di 67 anni, raggiunto al fianco da un tubo di plastica mentre camminava in viale dei Quattro Venti. Due ragazzi del quartiereLa svolta è arrivata nelle ultime ore. Carabinieri e Polizia Locale hanno identificato un sedicenne e un diciassettenne che abitano in zona (uno, peraltro, è figlio di un Carabiniere). Secondo la ricostruzione degli investigatori, uno era al volante e l’altro sul sedile del passeggero. A stringere il cerchio sono state soprattutto le telecamere, sia quelle delle attività commerciali sia quelle della videosorveglianza comunale, incrociate con le testimonianze e con l’identikit fornito da una delle vittime. La minicar, con una vistosa ammaccatura sul frontale destro, è stata rintracciata durante un controllo a Testaccio, all’angolo tra via Ginori e via Volta, e messa sotto sequestro. I due avrebbero ammesso le proprie responsabilità e sono stati denunciati: il pm Ambrogio Cassiani contesta loro il tentato omicidio. Tramonta invece la pista della vetturetta nera rubata a un avvocato e denunciata qualche giorno dopo i fatti: i due ragazzi individuati non sono i suoi figli. Sul movente non c’è ancora nulla di ufficiale. Tra le ipotesi circolate c’è quella di una sfida nata sui social.  Notizie dalla rete di Redazione online

  • 4x4Fest Carrara 2026: programma, eventi e attività dal 9 all’11 ottobre
    by Marco Savo on Settembre 25, 2026 at 5:32 pm

    Tre giornate di eventi tra pista interna, spiaggia, Cave di Marmo e area Sarzana, con Trofei 4x4Fest, esperienze di guida e premiazioni. L’articolo 4x4Fest Carrara 2026: programma, eventi e attività dal 9 all’11 ottobre proviene da ELABORARE.

  • ELABORARE4x4 n. 111: test di Nissan, Toyota Jeep, Tecnica, Competizioni, Viaggi ed Eventi
    by Paolo Turco on Settembre 14, 2026 at 7:58 am

    Scopri il contenuto del numero 111 di Elaborare 4×4 con le prove di Nissan, Toyota, e Jeep. Lo trovi in edicola dalla prima settimana di Settembre 2026. E se non lo trovi in edicola puoi riceverlo direttamente a casa ordinandolo sul nostro shop online! L’articolo ELABORARE4x4 n. 111: test di Nissan, Toyota Jeep, Tecnica, Competizioni, Viaggi ed Eventi proviene da ELABORARE.

  • ELABORARE n° 300 – 30 anni di adrenalina tra tuning e motorsport
    by Paolo Turco on Settembre 14, 2026 at 7:57 am

    Il numero 300 di Elaborare (Settembre-Ottobre) racchiude in se 30 anni di Tuning, Supercar, Motorsport, Scienza delle performance ed Eventi incredibili. Tutto questo in un imperdibile numero da collezione. Lo trovi in edicola dalla prima settimana di Settembre 2026. E se non lo trovi in edicola puoi riceverlo direttamente a casa ordinandolo sul nostro shop online! L’articolo ELABORARE n° 300 – 30 anni di adrenalina tra tuning e motorsport proviene da ELABORARE.

  • Honda Civic 1.6 preparata turbo 400 CV per Time Attack Italia
    by Paolo Turco on Settembre 7, 2026 at 4:20 pm

    Per misurarsi e vincere nel Time Attack Italia, basta un’auto usata a patto di sapere dove mettere le mani e di curare in modo maniacale ogni aspetto pertrasformarla in una vera “bestia” da combattimento L’articolo Honda Civic 1.6 preparata turbo 400 CV per Time Attack Italia proviene da ELABORARE.

  • Uno Turbo esagerata! Elaborazione da 330 CV
    by Paolo Turco on Settembre 1, 2026 at 3:05 pm

    Un’elaborazione ad alto livello (“hard tuning”) su una FIAT Uno Turbo, realizzata dal preparatore Maurizio “Koala” Campoli di Koala Motors. Attraverso un intervento meccanico ed elettronico completo su tutte le componenti del motore — tra cui turbocompressore Garrett G25 660, pistoni stampati CPS, bielle ad H, frizione bidisco e centralina Microsquirt —, la vettura raggiunge una potenza di 330 CV. Con un peso di soli 900 kg, la vettura ottiene un eccellente rapporto peso/potenza pari a 2,7 kg/CV. Tutti i dettagli tecnici e l’analisi della preparazione sono stati pubblicati sul numero 282 del magazine Elaborare. L’articolo Uno Turbo esagerata! Elaborazione da 330 CV proviene da ELABORARE.